La casa bianca ....

O. Gemma de Julio


Viterbo, la casa

La casa bianca che più' volte ho dipinto quest'estate è a pochi chilometri da S. Maria di Leuca, sulla punta estrema dell'Italia. E' una vecchia masseria abbandonata a circa un chilometro dal mare. Solo una volta sono riuscito a convincere Fabrizio ad accompagnarmi a vederla da vicino. Il tetto delle stalle è completamente franato e l'unica parte agibile è al pianterreno, con due stanze e un grande camino. Il secondo piano della torre è inaccessibile, anche perché le scale esterne sono completamente crollate.

Visione Aerea

La vecchia masseria

Dire che la casa sul mare possiede una strana vibrazione positiva mi sembra superfluo, anche perché a giudicare dall'erosione del vento e della salsedine deve avere secoli e secoli di storie da raccontare.

Penso a orde di Turchi incazzati in cerca di cristiani (vedi Otranto 1464), ai Saraceni o ai feroci pirati albanesi, oggi sostituiti da invisibili contrabbandieri di tutte le specie e nazionalità che fanno fatica a trovare uno sbarco la notte tra un club Mediterranee e i villaggi turistici tedeschi.

Studi per "La Casa"


Ottobre, Viterbo

Claudio, viaggiatore professionista, ci scatta delle foto tra un bagno alle terme e l'altro in un diluvio di vino, salsicce, bruschette, maritozzi con la panna, etc.
Autunno tropicale, i giorni passano veloci. Claudio ci racconta i recenti viaggi in Kazakistan, Uzbekistan e Kirghistan. Poi l'inverno passato dai Gansser a Sulawesi.
Io e Luisa potremmo stare ore e ore ad ascoltare racconti di viaggi anche i più' banali, figuriamoci questi ...
Dipingo poco - lavoro un po' in campagna.
I computers sono inaffidabili ma gli uomini di più'!!!


Ore 20.00 ritornando in macchina da Roma con Fabrizio

Il progetto è concluso. Il prototipo strumentale che emette suoni e ritmi componendo immagini, è a posto. Adesso realizzazione e allestimento. Incredibile si balla!

Ridiamo come iene pensando a un ipotetico nome del "nuovo strumento musicale" creato da Piero, potrebbe chiamarsi..... Pierofono digitale dice Fabrizio, come il sassofono di Adolf Sax, o il moog del dott. Moog, oppure più' semplicemente come dice Mauro PITTOFONO.

La Peugeot arranca sulla Cimina mentre ancora ci sbudelliamo con il Pierofono, la Pierimba o il Pieroog elettronico.


Stessa notte, tornato a casa

Faccio un po' di ricerche sul suono e gli strumenti musicali (pagina 576 dei King - addio!).

Così senza consultare Internet e i vari siti multimediali ma semplicemente con l'ausilio della "Vita Meravigliosa" e della Piccola enciclopedia Mondadori scopro varie cose interessanti tra cui per esempio la velocità del suono (cioè "l'effetto sull'organo dell'udito delle vibrazioni oscillatorie longitudinali di un corpo elastico").
Così sapro' bene che la velocità del suono nell'aria a una temperatura di 15' risulta 34 metri al secondo, nell'acqua invece è di 1435 msec. Mentre nel ferro è di 5127 msec.

Trovo la leggenda del Dio Lunare Thot che creo' l'universo mediante il suono della sua voce (mica male); sempre il Dio Thot, passeggiando lungo le rive del Nilo, udì una strana modulazione provenire da un canneto che si piegava al vento della sera. Incuriosito scoprì la corazza vuota di una vecchia tartaruga che l'aria filtrando faceva vibrare sì da produrre un piacevole suono. Così secondo un'antica leggenda nacque la musica.

Penso a Piero nei panni del moderno Thot multimediale, provo a telefonargli al cellulare e poi a Madrid ma niente da fare. Il suono di un telefono squilla a migliaia di chilometri in una stanza mentre rimbalza l'eco quassù' nella mia casa in cima alla montagna.


Domenica mattina, Ottobre 97

Cambio dell'ora legale. Stranamente questa mattina i cacciatori non ci hanno frantumato le palle.
Sara e Camilla giocano con il computer ed io alle prese con le tre stanze riesco a dipingere fino a mezzogiorno. Mi è stata concessa ancora una settimana prima di consegnare i quadri a Mauro che li deve digitalizzare.
Per tutte le valvole di un calcolatore IBM! Ce la faro'!!!


24 Mbytes

Pur possedendo 24 Mbytes di Ram disponibili, il Personal lo uso solo come macchina da scrivere e la rete neurale come modello matematico per imitare il comportamento dei neuroni del cervello umano mi interessa fino ad un certo punto, mentre sono completamente affascinato dal nuovo orizzonte compositivo grafico-musicale che siamo riusciti a sviluppare.

Intelligenza artificiale è una parola che spaventa però pensateci bene, che mondo meraviglioso sarebbe, 90 minuti di aereo tra New York e Parigi, dialogare su Internet con gli angoli più'sperduti del pianeta informazioni e tecnologia alla portata di tutti, satelliti che trasportano le nostre idee oltre e rimandano immagini dagli altri pianeti, tempo libero da dedicare a se stessi e agli altri. Ma come Eraclito da Efeso cinicamente affermava 3000 anni fa: "La maggior parte degli uomini è cattiva" e non rimane che rassegnarsi ad un 2000 demenziale, multimediale e scorreggione.